Guida · Licenziamento

Impugnare un licenziamento: il termine di 60 giorni e la lettera

Questo sito non fornisce consulenza legale. Questa guida spiega le regole generali; non dice cosa si applica al tuo caso.

Regole verificate il

Aggiornato il · 8 min di lettura

La risposta breve

Il licenziamento si impugna entro 60 giorni dalla ricezione della lettera (o dei motivi, se arrivano dopo), con qualsiasi atto scritto che renda nota la volontà di contestarlo. Poi, entro 180 giorni, serve il ricorso al giudice o la richiesta di conciliazione o arbitrato. Sono termini di decadenza: se scadono, non si può più contestare.

Prepara l'impugnazione

I due termini: 60 giorni, poi 180

La legge fissa due passaggi, entrambi a pena di decadenza art. 6 l. 604/1966:

Passaggio Termine Da quando
Impugnazione: un atto scritto, anche fuori dal tribunale, che renda nota la volontà di contestare 60 giorni Dalla ricezione della lettera di licenziamento, o della comunicazione scritta dei motivi se arrivano dopo
Ricorso al tribunale (giudice del lavoro), oppure comunicazione al datore di lavoro della richiesta di conciliazione o arbitrato 180 giorni Dopo l’impugnazione
Ricorso dopo una conciliazione o un arbitrato rifiutati o non riusciti 60 giorni Dal rifiuto o dal mancato accordo

Se i 60 giorni passano senza impugnazione, il licenziamento non si può più contestare. Se l’impugnazione non è seguita in tempo dal ricorso o dalla richiesta di conciliazione, diventa inefficace.

I termini valgono per ogni licenziamento comunicato per iscritto: per giusta causa, per motivi disciplinari, per motivi economici. Cosa resta dovuto dopo un licenziamento per giusta causa è spiegato nella guida licenziamento per giusta causa: cosa spetta. Questo sito non dice se un licenziamento è legittimo.

Come si contano i giorni: un esempio

I giorni sono di calendario e il giorno di partenza non si conta. Per prudenza il sito non applica alcun rinvio se l’ultimo giorno cade di domenica o in un giorno festivo.

Esempio. Ricevi la lettera di licenziamento il 5 novembre 2026.

Passaggio Ultimo giorno Spedizione consigliata dal sito
Impugnazione (60 giorni dal 5 novembre 2026) 4 gennaio 2027 entro il 24 dicembre 2026
Ricorso o richiesta di conciliazione (180 giorni da un’impugnazione spedita il 20 novembre 2026) 19 maggio 2027 entro il 7 maggio 2027
Ricorso dopo una conciliazione non riuscita il 1° marzo 2027 (60 giorni) 30 aprile 2027 entro il 20 aprile 2027

La data consigliata è dieci giorni prima della scadenza, anticipata al giorno lavorativo precedente: per questo, nell’esempio, il 24 dicembre e non il 25, che è festivo.

Spedizione o arrivo? Secondo le Sezioni Unite della Cassazione, l’impugnazione è tempestiva se la raccomandata è spedita entro i 60 giorni, anche se arriva dopo Cass. SU 8830/2010. Il margine di dieci giorni evita comunque ogni dubbio, anche per chi usa la PEC.

Che cosa scrivere nella lettera

La legge chiede qualsiasi atto scritto idoneo a rendere nota la volontà di contestare. Non c’è una formula obbligatoria e non serve spiegare i motivi per cui contesti. L’impugnazione può passare anche da un sindacato art. 6, c. 1, l. 604/1966.

Il contenuto minimo:

  • nome, cognome e indirizzo; ragione sociale e sede legale del datore di lavoro;
  • la data della lettera di licenziamento e quella in cui l’hai ricevuta;
  • la frase chiara «impugno il licenziamento»;
  • luogo, data e firma.

Si può aggiungere, se lo scegli tu:

  • la richiesta di essere reintegrato nel posto di lavoro, con la disponibilità a riprendere servizio, oppure soltanto la riserva di ogni azione;
  • la richiesta delle somme di fine rapporto non pagate (TFR, ferie, ratei, ultimo stipendio).

Non allegare l’originale della lettera di licenziamento: conservalo.

Come spedirla

  • Raccomandata A/R, con la lettera firmata a mano. È la via più sicura. Conserva ricevuta di spedizione e avviso di ricevimento.
  • PEC, dalla tua PEC personale, con un PDF firmato con firma digitale o firma elettronica avanzata. Un PDF scansionato senza firma elettronica, inviato via PEC, è stato giudicato non valido per impugnare un licenziamento Trib. Napoli Nord, n. 600/2025. Altre decisioni hanno ammesso documenti non firmati in casi particolari: il risultato non è sicuro. Chi usa la PEC può spedire anche una raccomandata.

La PEC dell’azienda si trova nel registro pubblico INI-PEC.

Casi particolari

Licenziamento comunicato solo a voce

Il licenziamento va comunicato per iscritto. Se ti è stato comunicato solo a voce, da quando decorre il termine è incerto. La lettura più prudente è contestarlo subito per iscritto, contando i 60 giorni dal giorno della comunicazione orale.

Motivi arrivati dopo la lettera

La legge fa partire i 60 giorni dai motivi, se non sono nella lettera. Per prudenza, il sito conta dalla prima comunicazione ricevuta.

Lavoratore incapace di intendere o di volere

Se al momento della ricezione, o durante i 60 giorni, il lavoratore era incapace di intendere o di volere, non serve l’impugnazione scritta: c’è un termine complessivo di 240 giorni per il ricorso o la richiesta di conciliazione Corte cost. 111/2025. In questo caso è importante farsi aiutare subito.

Contratto a termine

Per contestare il termine di un contratto a tempo determinato ci sono 180 giorni dalla cessazione del singolo contratto, con le stesse modalità art. 28 d.lgs. 81/2015. Il termine era di 120 giorni: è stato portato a 180 dal «decreto dignità», per i contratti firmati dal 14 luglio 2018 e per i rinnovi e le proroghe dal 1° novembre 2018 d.l. 87/2018, art. 1. Molte pagine riportano ancora i 120 giorni. Anche qui è prudente muoversi molto prima della scadenza.

L’offerta di conciliazione del datore di lavoro

Per chi è stato assunto dal 7 marzo 2015, il datore di lavoro può offrire, entro il termine per l’impugnazione, una somma pari a una mensilità per anno di servizio, da 3 a 27 mensilità, non tassata, con assegno circolare, in una sede protetta. Per i datori di lavoro più piccoli gli importi sono dimezzati. Accettarla vuol dire rinunciare a impugnare il licenziamento art. 6 d.lgs. 23/2015. Il sito non dice se conviene accettarla.

Dopo l’impugnazione: i 180 giorni

Entro 180 giorni serve uno di questi due passi:

  • depositare il ricorso in tribunale, davanti al giudice del lavoro. In pratica si fa con un avvocato;
  • comunicare al datore di lavoro una richiesta di conciliazione o di arbitrato. La conciliazione si può chiedere alla commissione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro art. 410 c.p.c.. La richiesta deve indicare i dati delle parti, il luogo del rapporto, l’indirizzo per le comunicazioni e i fatti.

Se una richiesta di conciliazione inviata dal solo lavoratore basti a rispettare i 180 giorni è una domanda ancora aperta. Per questo conviene sentire un sindacato o un avvocato ben prima del 150° giorno.

Cosa può decidere il giudice, in breve

Per chi è stato assunto dal 7 marzo 2015, se il licenziamento è ingiustificato il giudice fissa un’indennità da 6 a 36 mensilità; per i datori di lavoro più piccoli da 3 a 18 art. 3 d.lgs. 23/2015; Corte cost. 118/2025. In alcuni casi è prevista la reintegrazione. Esempio con una retribuzione di riferimento di 2.000 €: da 12.000 a 72.000 €, oppure da 6.000 a 36.000 €. È una forbice di legge, non una previsione: decide il giudice, caso per caso. Per chi è stato assunto prima valgono regole diverse.

Qualunque sia l’esito, il TFR e le altre somme di fine rapporto restano dovuti: vedi quando viene pagato il TFR e calcolare il TFR.

Il percorso: verificare, contestare, passo successivo

  1. Verificare (gratis): il calcolatore delle scadenze trova il 60° giorno e la data di spedizione consigliata.
  2. Contestare: prepara l’impugnazione del licenziamento, la firmi e la spedisci tu (9 €, oppure 19 € con il conto alla rovescia dei 180 giorni, la scheda sul passo successivo e i promemoria).
  3. Passo successivo: per il ricorso o la conciliazione, un sindacato (ufficio vertenze), un patronato o un avvocato possono aiutarti. Se mancano somme di fine rapporto, puoi chiederle con una messa in mora.

Lista da stampare

Per impugnare il licenziamento in tempo

La lettera di impugnazione, pronta da firmare

Inserisci la data in cui hai ricevuto il licenziamento e i dati del rapporto. Ottieni la lettera con la formula «impugno il licenziamento», la data entro cui spedirla e le istruzioni di invio. La rileggi, la firmi e la invii tu. 9 €, oppure 19 € con il conto alla rovescia dei 180 giorni, la scheda sul passo successivo e i promemoria.

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