Guida · TFR
Quando viene pagato il TFR nel privato e cosa fare se non arriva
Questo sito non fornisce consulenza legale. Questa guida spiega le regole generali; non dice cosa si applica al tuo caso.
Regole verificate il
La risposta breve
Nel settore privato la legge non fissa un giorno preciso: il TFR è dovuto alla fine del rapporto e spesso il contratto collettivo indica un termine, di solito l'ultima busta paga o quella successiva. I 24 mesi di attesa riguardano il pubblico impiego. Se il TFR non arriva, puoi chiederlo per iscritto con una messa in mora; il diritto si prescrive di regola in 5 anni dalla fine del rapporto.
Quando viene pagato il TFR nel privato
Il TFR è dovuto in ogni caso di cessazione del rapporto art. 2120 c.c.. Nel settore privato, però, la legge non fissa un numero di giorni entro cui pagarlo. Il credito diventa esigibile alla fine del rapporto.
Il termine concreto si trova spesso nel contratto collettivo (CCNL) applicato, indicato in busta paga. Di solito il TFR si paga con l’ultima busta paga o con quella del mese successivo. Cerca il tuo CCNL e controlla anche la lettera di assunzione.
Sui crediti di lavoro pagati in ritardo spettano gli interessi legali e la rivalutazione monetaria; in caso di causa, li calcola il giudice art. 429, c. 3, c.p.c..
Dopo un licenziamento il TFR arriva più tardi?
No: le regole sono le stesse per licenziamento, dimissioni, fine del contratto a termine e risoluzione consensuale. Anche dopo un licenziamento per giusta causa il TFR resta dovuto, perché spetta qualunque sia il motivo della fine (vedi licenziamento per giusta causa: cosa spetta).
Cambia invece chi paga, a seconda di dove va il TFR:
- in azienda: paga il datore di lavoro;
- al Fondo di Tesoreria INPS (aziende più grandi): paga comunque il datore di lavoro, che poi recupera la somma dai contributi dovuti all’INPS INPS, circ. 70/2023;
- a un fondo pensione: la parte versata al fondo non la paga il datore di lavoro. Si chiede al fondo, secondo le sue regole.
I 24 mesi riguardano il pubblico impiego
Molte pagine parlano di «24 mesi» di attesa. Quel termine vale per i dipendenti pubblici, che ricevono il TFS o il TFR dall’INPS. Non riguarda chi lavora nel privato.
| Settore privato | Pubblico impiego | |
|---|---|---|
| Chi paga | Il datore di lavoro (o il fondo pensione per la parte versata) | L’INPS |
| Termine | Nessun termine di legge; spesso lo fissa il CCNL | Dimissioni, licenziamento e altre cessazioni senza pensione immediata: dopo 24 mesi, poi fino a 3 mesi per il pagamento |
| Pensione per limiti di età | — | 12 mesi più 3; 9 mesi più 3 per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2027 |
| Inabilità o decesso | — | Entro 105 giorni |
Fonte per il pubblico impiego: INPS, notizia del 30 marzo 2026 e circolare n. 30 del 27 marzo 2026 (in sintesi; per i casi particolari fa fede la circolare).
Prima di reclamare: controlla l’ultima busta paga
Calcola gli importi attesi e confrontali, al lordo, riga per riga, con l’ultima busta paga: TFR, ferie non godute, ratei di tredicesima (e di quattordicesima, se il CCNL la prevede), ultimo stipendio, eventuale indennità di preavviso. Il calcolo delle ferie è spiegato nella guida sulle ferie non godute.
Esempio. TFR calcolato 5.494,72 €, ferie 615,38 €, tredicesima 1.500,00 €. In busta paga: 5.000,00 €, 615,38 € e 1.499,50 €.
| Voce | Dovuto (lordo) | Ricevuto (lordo) | Differenza |
|---|---|---|---|
| TFR | 5.494,72 € | 5.000,00 € | 494,72 € |
| Ferie non godute | 615,38 € | 615,38 € | 0 |
| Ratei di tredicesima | 1.500,00 € | 1.499,50 € | 0,50 € (arrotondamento) |
Qui la differenza da chiedere è di 494,72 €. Una differenza di pochi centesimi può dipendere dagli arrotondamenti.
Ricorda che il netto in busta paga è più basso del lordo: il TFR è soggetto a tassazione separata (vedi la guida sulla tassazione del TFR). Il calcolo del TFR, passo per passo, è nella guida calcolare il TFR con il coefficiente ISTAT.
Cosa fare se il TFR non arriva
1. Una domanda semplice, per iscritto
Se il termine del CCNL è passato, o se non sai quale sia, scrivi all’ufficio del personale e chiedi quando sarà pagato il TFR. Tieni copia del messaggio e della risposta.
2. La messa in mora
Se non arriva nulla, la messa in mora è una lettera in cui chiedi il pagamento delle somme dovute entro un termine (ad esempio 15 giorni). È una richiesta scritta del creditore art. 1219 c.c. e interrompe la prescrizione art. 2943 c.c.: dopo l’interruzione, il termine di 5 anni ricomincia da capo.
La lettera indica di solito:
- i tuoi dati e quelli del datore di lavoro (ragione sociale e sede legale);
- le date di inizio e di fine del rapporto;
- l’elenco delle somme dovute, ricevute e mancanti;
- il termine per pagare e l’IBAN;
- la richiesta dell’ultima busta paga e della Certificazione Unica, se mancano.
Come inviarla. La via più sicura è la raccomandata A/R con firma a mano. Anche il modulo dell’Ispettorato del lavoro, per i crediti che rischiano la prescrizione, suggerisce una messa in mora con raccomandata A/R. La PEC va bene se parte dalla tua PEC personale e il PDF è firmato con firma digitale o firma elettronica avanzata: un PDF scansionato senza firma elettronica è più fragile. La PEC dell’azienda si trova nel registro pubblico INI-PEC.
3. L’Ispettorato territoriale del lavoro
Puoi chiedere l’intervento dell’Ispettorato territoriale del lavoro con il modulo INL 31, indicando le somme non pagate, TFR compreso. L’Ispettorato può tentare una conciliazione con il datore di lavoro. Per i crediti certi, liquidi ed esigibili, l’ispettore può adottare una diffida accertativa.
4. Chi può aiutarti
Un sindacato (ufficio vertenze), un patronato o un avvocato possono aiutarti a capire i passi successivi, per esempio una richiesta di conciliazione o un decreto ingiuntivo, che si chiede al giudice tramite un avvocato.
Entro quando: la prescrizione di 5 anni
Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni art. 2948, n. 5, c.c.. Nel privato il termine decorre di regola dalla fine del rapporto, anche per stipendi, ferie e tredicesima Cass. 26246/2022. Per alcuni contratti più vecchi possono valere eccezioni.
Per prudenza, considera come ultimo giorno il giorno prima della stessa data, cinque anni dopo. Esempio: rapporto finito il 30 settembre 2026, ultimo giorno prudente il 29 settembre 2031. La lettera deve arrivare entro quella data: la data di invio consigliata dal sito è almeno dieci giorni prima. In pratica non conviene aspettare: prima si chiede, più è facile ricostruire le somme.
Se il datore di lavoro è insolvente: il Fondo di garanzia INPS
Se il datore di lavoro non può pagare, il Fondo di garanzia dell’INPS paga il TFR e le ultime tre mensilità di stipendio comprese in un periodo di 12 mesi fissato dalla legge (di regola, prima dell’apertura della procedura), queste ultime entro un tetto mensile e al netto delle trattenute l. 297/1982; d.lgs. 80/1992.
Servono due condizioni: la fine del rapporto e l’insolvenza del datore di lavoro.
- Datore in procedura concorsuale (per esempio liquidazione giudiziale): il credito deve essere ammesso allo stato passivo. In questo caso, di regola, le somme si chiedono nella procedura e poi al Fondo, non con una messa in mora al datore.
- Datore non soggetto a procedura concorsuale: serve un titolo esecutivo (per esempio un decreto ingiuntivo) e un’esecuzione forzata seria e rimasta senza risultato.
La domanda si presenta solo online: sul portale INPS (con SPID, CIE o CNS), tramite un patronato o tramite un avvocato. Le domande presentate in altro modo non sono accolte. La legge fissa un termine di 60 giorni dalla domanda, che la Cassazione descrive come il termine per l’esame da parte dell’INPS art. 2 l. 297/1982. Il Fondo non interviene per il TFR versato a un fondo pensione. Anche la domanda al Fondo ha termini propri: non aspettare. Da quando si può presentare, cosa copre e quali documenti servono: guida sul Fondo di garanzia INPS.
Il percorso: verificare, chiedere, passo successivo
- Verificare (gratis): calcola il TFR con il calcolatore del TFR e confrontalo con l’ultima busta paga.
- Chiedere: prepara la messa in mora, la firmi e la invii tu (9 €, oppure 19 € con il sollecito datato e i promemoria).
- Passo successivo: con l’offerta da 19 € ricevi anche una scheda sui passi successivi (Ispettorato, conciliazione, Fondo di garanzia), con documenti e scadenze. Un sindacato o un patronato possono accompagnarti; la domanda al Fondo di garanzia si può presentare gratis tramite un patronato.
Lista da stampare
Se il TFR non arriva
Il TFR non arriva? La messa in mora, pronta da firmare
Inserisci le somme dovute e quelle ricevute, scegli il termine per pagare. Ottieni la lettera con il riepilogo degli importi e le istruzioni di invio. La rileggi, la firmi e la invii tu. 9 €, oppure 19 € con il sollecito datato e i promemoria.
Prepara la messa in mora