Guida · TFR

Calcolare il TFR con il coefficiente ISTAT, con esempio

Questo sito non fornisce consulenza legale. Questa guida spiega le regole generali; non dice cosa si applica al tuo caso.

Regole verificate il

Aggiornato il · 7 min di lettura

La risposta breve

Per ogni anno di lavoro si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, meno un contributo dello 0,50%. Ogni 31 dicembre il TFR già accumulato si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, e sulla rivalutazione si paga un'imposta del 17%. Esempio: 28.000 € l'anno per 2 anni e 9 mesi danno circa 5.494,72 € lordi.

Calcola il TFR

Che cos’è il TFR e quando spetta

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e paga quando il rapporto finisce. Spetta in ogni caso di cessazione: licenziamento, dimissioni, fine del contratto a termine, risoluzione consensuale art. 2120 c.c.. Il motivo della fine non cambia il diritto.

Questa guida riguarda i dipendenti del settore privato. Nel pubblico impiego valgono regole diverse (TFS o TFR gestiti dall’INPS).

Come si calcola il TFR: la formula in quattro passaggi

1. La quota annua: retribuzione diviso 13,5

Per ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5 art. 2120, c. 1, c.c.. Per un anno incompleto la quota è proporzionale ai mesi lavorati. Una frazione di mese di 15 giorni o più conta come mese intero.

La retribuzione che conta comprende tutte le somme pagate in dipendenza del rapporto, in modo non occasionale, anche in natura, esclusi i rimborsi spese. Il contratto collettivo (CCNL) può stabilire diversamente art. 2120, c. 2, c.c.. Nei periodi di malattia, infortunio, maternità o cassa integrazione si conta la retribuzione che sarebbe spettata lavorando normalmente art. 2120, c. 3, c.c..

2. Meno il contributo dello 0,50%

Dalla quota annua si toglie un contributo pari allo 0,50% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali art. 3 l. 297/1982. Di regola il contributo non si applica agli apprendisti.

3. La rivalutazione al 31 dicembre

Ogni 31 dicembre il TFR accumulato fino al 31 dicembre precedente (quindi senza la quota dell’anno) si rivaluta di:

  • 1,5% fisso, più
  • il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (indice FOI) rispetto a dicembre dell’anno prima art. 2120, c. 4, c.c..

Nell’anno in cui il rapporto finisce, la rivalutazione si calcola fino al mese di cessazione: l’1,5% è in proporzione ai mesi trascorsi, e l’aumento dell’indice va da dicembre al mese di fine art. 2120, c. 5, c.c..

4. L’imposta del 17% sulla rivalutazione

Sulla sola rivalutazione si applica ogni anno un’imposta sostitutiva del 17%, trattenuta dal datore di lavoro art. 11 d.lgs. 47/2000. Il resto del TFR si tassa alla fine, con la tassazione separata.

Il coefficiente ISTAT: che cos’è e dove trovarlo

Il coefficiente riassume in un solo numero la rivalutazione del punto 3. Cambia ogni mese. L’ISTAT pubblica l’indice FOI di solito verso la metà del mese successivo; il coefficiente del TFR si ricava da quell’indice.

Da gennaio 2026 l’indice FOI ha una nuova base: 2025 = 100 (prima era 2015 = 100). Per questo gli indici del 2026 sono intorno a 100-104 e non si possono confrontare direttamente con quelli degli anni passati.

Mese di cessazione Indice FOI Coefficiente
Dicembre 2025 (anno 2025 intero) 100,1 1,02311148
Gennaio 2026 100,4 1,00363025
Febbraio 2026 100,9 1,00862716
Marzo 2026 101,5 1,01437346
Aprile 2026 102,5 1,02311728
Maggio 2026 102,8 1,02661543
Giugno 2026 102,8 1,02786543
Luglio 2026 103,1 1,03136358
Agosto 2026 103,7 1,03710988
Settembre 2026 104,3 1,04285617

Il coefficiente di ottobre 2026 sarà disponibile dopo la pubblicazione dell’ISTAT prevista a metà novembre. Gli indici della tabella sono arrotondati: per questo non si può ricalcolare il coefficiente esatto partendo da essi.

Se il rapporto finisce prima del 15 del mese, quel mese non conta come mese intero: si usa di regola il coefficiente del mese precedente.

Esempio: 2 anni e 9 mesi con 28.000 € l’anno

Ipotesi semplificate: assunzione il 1° gennaio 2024, fine il 30 settembre 2026, TFR rimasto in azienda, nessuna anticipazione. Retribuzione utile (uguale alla retribuzione imponibile): 28.000 € nel 2024 e nel 2025, 21.000 € da gennaio a settembre 2026.

Passaggio Calcolo Importo
Quota 2024 28.000 / 13,5 − 0,50% × 28.000 = 2.074,07 − 140 1.934,07 €
Fondo al 31/12/2024 niente da rivalutare (fondo a zero l’anno prima) 1.934,07 €
Rivalutazione 2025 1.934,07 × 2,311148% + 44,70 €
Imposta del 17% 44,70 × 17% − 7,60 €
Quota 2025 come per il 2024 + 1.934,07 €
Fondo al 31/12/2025 3.905,25 €
Rivalutazione gennaio-settembre 2026 3.905,25 × 4,285617% + 167,36 €
Imposta del 17% 167,36 × 17% − 28,45 €
Quota 2026 (9 mesi) 21.000 / 13,5 − 105 + 1.450,56 €
TFR lordo 5.494,72 €

Il calcolo è fatto senza arrotondamenti intermedi: sommando le righe arrotondate si può avere una differenza di un centesimo.

E il netto?

Il TFR lordo, tolte le rivalutazioni già tassate al 17%, si tassa con la tassazione separata artt. 17 e 19 TUIR. In breve: si divide l’imponibile per gli anni di lavoro, si moltiplica per 12 e si trova l’aliquota media IRPEF di quel reddito di riferimento.

Nell’esempio: imponibile 5.318,70 €, reddito di riferimento 23.208,89 €, aliquota media 23%, imposta circa 1.223,30 €. Netto stimato: circa 4.271,42 €. È una stima: l’Agenzia delle Entrate ricalcola poi l’imposta con l’aliquota media dei cinque anni precedenti, e può chiedere un conguaglio o fare un rimborso, anche anni dopo. Il calcolo completo, con altri esempi, è nella guida sulla tassazione del TFR.

Chi paga il TFR: azienda, Fondo di Tesoreria o fondo pensione

Il calcolo dice quanto hai maturato. Non sempre è il datore di lavoro a pagarlo tutto.

Dove va il TFR Chi lo paga alla fine del rapporto
Resta in azienda Il datore di lavoro
Fondo di Tesoreria INPS (aziende più grandi) Il datore di lavoro, che poi lo recupera dai contributi dovuti all’INPS INPS, circ. 70/2023
Fondo pensione La parte versata al fondo non la paga il datore di lavoro: la gestisce il fondo, secondo le sue regole. Il datore paga solo il TFR rimasto in azienda, maturato prima dell’adesione

Per capire dove va il tuo TFR, cerca in busta paga una voce come «fondo pensione» o «previdenza complementare».

Novità 2026. La legge di bilancio 2026 ha introdotto l’adesione automatica alla previdenza complementare per chi viene assunto dal 1° luglio 2026: il TFR che matura può andare al fondo pensione previsto dall’accordo aziendale o dal CCNL, con effetto dalla data di assunzione l. 199/2025, art. 1, c. 204-205. Le regole sono recenti e alcuni dettagli attendono ancora chiarimenti. Per un’assunzione da quella data in poi, la busta paga indica dove va il TFR. Chi riguarda, i 60 giorni per rinunciare e cosa succede a fine rapporto sono nella guida sull’adesione automatica al fondo pensione.

Perché il tuo calcolo può non coincidere con la busta paga

  • Il CCNL può includere o escludere alcune voci dalla base di calcolo.
  • Gli elementi variabili (provvigioni, premi) entrano nella base se non sono occasionali.
  • Le anticipazioni: dopo 8 anni si può chiedere una sola volta un’anticipazione fino al 70%, per spese sanitarie o per la prima casa; si toglie dal TFR finale art. 2120, c. 6-9, c.c..
  • Il coefficiente provvisorio: se il rapporto finisce in un mese il cui coefficiente non è ancora pubblicato, ogni calcolo usa l’ultimo disponibile e va aggiornato.
  • Il part-time o un cambio di stipendio durante l’anno: conta la retribuzione realmente percepita, anno per anno.

Una piccola differenza può dipendere da arrotondamenti. Una differenza più grande si può chiarire con una domanda scritta al datore di lavoro o al consulente del lavoro dell’azienda, chiedendo il prospetto di calcolo del TFR.

Calcolo TFR online: come usare il calcolatore

Il calcolatore gratuito del TFR ti chiede:

  1. le date di assunzione e di fine;
  2. dove va il tuo TFR;
  3. o la retribuzione utile di ogni anno, dall’assunzione, o il fondo TFR al 31 dicembre dell’anno scorso (lo trovi spesso in busta paga o nella Certificazione Unica), più la retribuzione dell’anno in corso.

Poi mostra il TFR lordo, la parte a carico del datore di lavoro, l’imposta stimata e il netto stimato, con il dettaglio anno per anno e il coefficiente usato. Se il coefficiente del tuo mese non è ancora uscito, lo segnala come provvisorio.

Il percorso: verificare, chiedere, passo successivo

  1. Verificare (gratis): calcola il TFR e confronta il risultato, al lordo, con la riga del TFR nell’ultima busta paga.
  2. Chiedere: se manca una parte, puoi chiederla per iscritto con una messa in mora, che prepari e invii tu (9 €, oppure 19 € con il sollecito datato e i promemoria). La guida quando viene pagato il TFR spiega i tempi e cosa fare se non arriva.
  3. Passo successivo: se la lettera non basta, un sindacato, un patronato, l’Ispettorato territoriale del lavoro o un avvocato possono aiutarti.

Lista da stampare

Prima di calcolare il TFR

Calcola il tuo TFR, gratis

Inserisci le date e la retribuzione di ogni anno, oppure il fondo TFR indicato in busta paga. Il calcolatore applica i coefficienti ISTAT pubblicati, mostra il calcolo anno per anno e stima il netto. È una stima basata sui dati che inserisci.

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