Lettera · 9 € o 19 € con seguito · Italia

Messa in mora per TFR o retribuzioni non pagate

La lettera riprende le tue date e le somme che mancano, voce per voce: TFR, ferie e permessi, ratei, preavviso, ultime retribuzioni. Chiede il pagamento entro un termine e interrompe la prescrizione. Rileggila: puoi togliere una voce prima di scaricarla.

Questo sito non fornisce consulenza legale. Prepari la lettera a partire dalle tue risposte: il sito descrive le regole generali e calcola date e importi, senza un parere sul tuo caso. Sei tu a firmare e a inviare.

Il rapporto di lavoro

La lettera non qualifica mai il licenziamento: scrive solo «licenziamento».

Se il TFR va al fondo pensione, la parte versata al fondo si chiede al fondo, non al datore di lavoro.

In che situazione
Le somme

Scegli le voci da verificare. Gli importi sono lordi, come in busta paga: per ogni voce, l’importo dovuto è confrontato con quello ricevuto (tolleranza di 1,00 €).

Hai ricevuto l’ultima busta paga?

Se non l’hai ricevuta, la lettera chiede gli importi interi.

Serve per ferie, permessi, ratei e ultimo stipendio.

Spesso 26: il divisore è quello del tuo CCNL.

Dal calcolo del TFR (calcolatore gratuito): solo la parte che resta in azienda o al Fondo di Tesoreria.

Dall’ultima busta paga. Un saldo negativo è una possibile trattenuta: non è mai chiesto.

Dalla busta paga o dal CCNL (per esempio 173): nessun valore per difetto.

7 = luglio (spesso da luglio a giugno).

Il mese conta se hai lavorato almeno 15 giorni: è la regola generale, il tuo CCNL può prevedere altro.

Solo se dovuta dal datore di lavoro: la calcoli con il calcolatore del preavviso.

Ultimo mese intero?

Calcolo: retribuzione ÷ divisore giornaliero × giorni. Il tuo CCNL può prevedere un altro metodo.

Le voci nella lettera

Le somme che mancano, calcolate con le tue risposte. Puoi togliere una voce; gli importi non si modificano qui.

Per ora nessuna somma mancante con le tue risposte.

Tu
Come concordare il testo

La lettera è scritta in prima persona: «Io sottoscritta…», «assunta…».

16 caratteri, come sulla tessera sanitaria.

Es. MI, RM, NA.

Serve solo per inviare la lettera con PEC.

Come in busta paga.

Il contratto collettivo indicato in busta paga.

Il datore di lavoro

In busta paga.

La trovi nell’indice pubblico INI-PEC, senza account.

Data e invio

Oggi per difetto.

Il comune in cui firmi: «Milano, 19 ottobre 2026».

Come inviarla

Una PEC con un PDF scansionato, senza firma elettronica, è stata ritenuta non valida da un tribunale: senza firma digitale, usa la raccomandata.

Servono anche la tua PEC e quella del datore di lavoro, qui sopra.

15 giorni per difetto. Sotto gli 8 giorni il termine è molto breve.

Nella lettera

Facoltativo: se lo indichi, la lettera lo riporta.

Il dettaglio di ogni voce, nella copia da firmare.

Chiedi anche, entro lo stesso termine, la consegna di:

Preparato nel tuo browser: nulla di quello che inserisci viene inviato.

Conservare le risposte

Restano in questo browser, mai sui nostri server. Non spuntare su un dispositivo condiviso. Le risposte dei calcolatori conservate qui sono riprese in automatico.
Riprendere su un altro dispositivo: file protetto da un codice

Cifra il file. Non è registrato da nessuna parte: annotalo.

Anteprima della lettera

Compila il questionario: l’anteprima compare qui, con le tue date e i tuoi importi.

La messa in mora: a cosa serve

Con una richiesta scritta di pagamento il datore di lavoro è costituito in mora (art. 1219 c.c.) e la prescrizione si interrompe (art. 2943 c.c.): i 5 anni ripartono. Sui crediti di lavoro sono dovuti interessi e rivalutazione monetaria (art. 429, terzo comma, c.p.c.). Non c’è un termine di legge fisso per pagare il TFR; il tuo CCNL spesso ne fissa uno.

La lettera non giudica il comportamento del datore di lavoro, non minaccia denunce e non calcola gli interessi: chiede le somme, con un termine, e riserva i tuoi diritti.

Come inviarla

Con raccomandata A/R, firmata a mano, alla sede legale; oppure con PEC dalla tua PEC personale, con il PDF firmato digitalmente. Un PDF scansionato senza firma elettronica, inviato con PEC, è stato ritenuto non valido da un tribunale: senza firma digitale, usa la raccomandata.

Se il datore di lavoro è insolvente

In una procedura concorsuale le somme si chiedono nella procedura e poi al Fondo di garanzia dell’INPS.