Guida · NASpI

NASpI dopo la fine del lavoro: come funziona e quanto dura

Questo sito non fornisce consulenza legale. Questa guida spiega le regole generali; non dice cosa si applica al tuo caso.

Regole verificate il

Aggiornato il · 7 min di lettura

La risposta breve

La NASpI è l'indennità di disoccupazione che l'INPS paga a chi perde il lavoro senza averlo scelto (licenziamento, fine del contratto a termine, dimissioni per giusta causa). Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Dura la metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, quindi al massimo circa 24 mesi. La domanda si fa online entro 68 giorni dalla fine del rapporto.

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Che cos’è la NASpI

La NASpI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è un’indennità mensile che l’INPS paga ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente art. 3 d.lgs. 22/2015. Riguarda anche gli apprendisti e i lavoratori a termine. Non riguarda i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.

La NASpI la paga l’INPS. Non ha niente a che vedere con il TFR, le ferie non godute e i ratei, che deve pagare il datore di lavoro.

Chi ha diritto alla NASpI: dipende da come finisce il rapporto

Come finisce il rapporto NASpI
Licenziamento, anche disciplinare o per giusta causa Sì
Fine del contratto a termine Sì
Dimissioni per giusta causa Sì
Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o paternità Sì, secondo l’INPS
Dimissioni volontarie No
Risoluzione consensuale Di regola no. Sì se avviene nella procedura di conciliazione dell’art. 7 l. 604/1966, o, secondo l’INPS, dopo il rifiuto di un trasferimento a più di 50 km

Per il licenziamento disciplinare lo hanno chiarito il Ministero del Lavoro e l’INPS: il licenziamento lo decide il datore di lavoro, quindi la disoccupazione non è volontaria interpello n. 13/2015; circ. INPS 142/2015. Vedi anche le guide licenziamento per giusta causa: cosa spetta e dimissioni per giusta causa.

I requisiti

  1. Stato di disoccupazione.
  2. Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni prima dell’inizio della disoccupazione.

Dal 2022 non servono più le 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti art. 3, c. 1-bis, d.lgs. 22/2015.

Requisito in più dal 2025. Se nei 12 mesi prima della perdita del lavoro ti sei dimesso (o hai firmato una risoluzione consensuale) da un altro contratto a tempo indeterminato, servono almeno 13 settimane di contributi dopo quelle dimissioni art. 3, c. 1, lett. c-bis, d.lgs. 22/2015. Il requisito vale per le perdite del lavoro dal 1° gennaio 2025. Non conta come dimissione volontaria quella per giusta causa o nel periodo tutelato di maternità o paternità.

Quanto dura la NASpI

La NASpI dura la metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni. Non si contano le settimane che hanno già dato diritto a un’indennità di disoccupazione art. 5 d.lgs. 22/2015.

Settimane di contributi negli ultimi 4 anni Settimane di NASpI In mesi, circa
208 (4 anni pieni) 104 24
156 (3 anni) 78 18
52 (1 anno) 26 6

Quindi il massimo è di circa 24 mesi, se hai lavorato con contributi per tutti gli ultimi 4 anni e non hai già usato quelle settimane.

Quanto spetta: il calcolo della NASpI

Il calcolo parte dalla retribuzione mensile di riferimento: la retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni, divisa per le settimane di contributi e moltiplicata per 4,33 art. 4 d.lgs. 22/2015. Poi:

  • se la retribuzione di riferimento è fino alla soglia, la NASpI è il 75% della retribuzione;
  • se è più alta, è il 75% della soglia più il 25% della parte che supera la soglia;
  • c’è comunque un importo massimo mensile.

Soglia e massimo cambiano ogni anno. Per il 2026 i valori comunicati dall’INPS sono questi circ. INPS 4/2026:

Valore 2026 Importo
Soglia della retribuzione di riferimento 1.456,72 €
Importo massimo mensile della NASpI 1.584,70 €

Esempio. Retribuzione mensile di riferimento di 2.000 €:

  • 75% della soglia: 1.456,72 × 75% = 1.092,54 €;
  • 25% della parte in più: (2.000 − 1.456,72) × 25% = 543,28 × 25% = 135,82 €;
  • NASpI: 1.228,36 € lordi al mese, sotto il massimo di 1.584,70 €.

È un importo lordo, su cui si applicano le imposte.

Il décalage. Dal sesto mese l’indennità si riduce del 3% ogni mese. Se alla data della domanda hai già compiuto 55 anni, la riduzione parte dall’ottavo mese art. 4, c. 3, d.lgs. 22/2015.

Il sito non ha un calcolatore della NASpI: l’importo esatto lo stabilisce l’INPS, sulla base dei contributi registrati.

Come e quando fare la domanda

La domanda si presenta all’INPS solo online: dal sito dell’INPS, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato. Il termine è di 68 giorni dalla fine del rapporto, a pena di decadenza art. 6, c. 1, d.lgs. 22/2015.

La NASpI parte dall’ottavo giorno dopo la fine del rapporto. Se la domanda arriva dopo quel giorno, parte dal giorno successivo alla domanda art. 6, c. 2. Quindi conviene fare la domanda subito.

Esempio. Rapporto finito il 30 settembre 2026:

Data Che cosa
7 ottobre 2026 Domanda presentata entro questa data: la NASpI parte dall’8 ottobre
8 ottobre 2026 Ottavo giorno dopo la fine del rapporto
7 dicembre 2026 Ultimo giorno per la domanda (68 giorni). Non aspettarlo

Ci sono casi particolari, per esempio se ricevi un’indennità di preavviso: chiedi conferma della data di partenza al patronato o all’INPS.

Mentre ricevi la NASpI

  • Attivazione. La NASpI richiede la partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e di riqualificazione proposte dai servizi per l’impiego art. 7 d.lgs. 22/2015.
  • Nuovo lavoro dipendente. Se il reddito annuo supera il limite esente da imposte, la NASpI finisce; se il contratto dura fino a 6 mesi, la NASpI è sospesa e riprende dopo. Se il reddito resta sotto il limite, la NASpI continua ridotta, ma devi comunicare all’INPS il reddito previsto entro 30 giorni art. 9 d.lgs. 22/2015.
  • NASpI anticipata. Per avviare un’attività autonoma o un’impresa, o entrare in una cooperativa, puoi chiedere tutta la NASpI che resta in anticipo, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Dal 2026 si paga in due rate: 70% subito, 30% dopo art. 8 d.lgs. 22/2015, modificato dalla l. 199/2025.

NASpI e somme di fine rapporto

La NASpI non sostituisce il TFR, le ferie non godute, i ratei di tredicesima e l’eventuale indennità di preavviso. Questi li paga il datore di lavoro, e si chiedono a lui. La guida quando viene pagato il TFR spiega i tempi e cosa fare se il TFR non arriva. Se il datore di lavoro è insolvente, c’è il Fondo di garanzia INPS.

Il percorso: verificare, chiedere, passo successivo

  1. Verificare (gratis): calcola il TFR con il calcolatore del TFR e confronta TFR, ferie e ratei, al lordo, con l’ultima busta paga.
  2. Chiedere: se manca qualcosa, puoi chiederlo con una messa in mora, che firmi e invii tu (9 €, oppure 19 € con il sollecito datato e i promemoria).
  3. Passo successivo: per la domanda di NASpI e i casi particolari, un patronato può aiutarti.

Lista da stampare

Per la domanda di NASpI

La NASpI non sostituisce le somme di fine rapporto

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